World Café: la Novara che vorremmo

Novara

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Sport, Università e posizione strategica. Questi i 3 asset che abbiamo individuato al World Cafè dedicato alla città del futuro lo scorso 23 gennaio presso il Circolo dei Lettori. Questi, insomma, i punti di forza su cui scommettere per rendere Novara più ricca, felice e smart (da qui ai prossimi 20 anni). Ma soprattutto più inclusiva e, quindi generosa. Per renderla tale si sono ipotizzate diverse azioni e iniziative, tutte o quasi in realtà caratterizzate da un minimo comune denominatore: facilitare /costruire le occasioni di incontro online, e soprattutto offline, tra i cittadini, nella consapevolezza del ruolo cruciale della relazione e dello scambio di informazioni per la crescita economica e sociale di una comunità (e non è proprio un caso che tra le criticità abbiano trovato spazio le situazioni speculari, cioè l’assenza di luoghi di studio e momenti di incontro in particolare per i giovani).

Tra gli output progettuali emersi ci sono diverse app per favorire la conoscenza di appuntamenti culturali e di occasioni professionali o l’utilizzo di servizi di condivisione come il bike sharing o il carsharing, insieme alla richiesta di luoghi fisici dove praticare concretamente lo scambio di competenze o la condivisione di risorse (spazi di coworking e luoghi di distribuzione dell’invenduto). Non sono mancate anche le proposte più “fantasiose” come, ad esempio, i career day accompagnati dalla degustazione di prodotti locali.

Visto da questa prospettiva i tre asset individuati, così come gli output progettuali, possono essere interpretati come veri e propri “connettori” , cioè spazi e momenti di aggregazione e produzione di valore (di più valore sociale condiviso). Come valorizzare allora questi elementi? Come fare in modo cioè che dispieghino tutto il loro potenziale? Una delle tendenze che il prestigioso centro di ricerca per l’innovazione sociale britannico Nesta ha individuato per il 2016 è il coinvolgimento degli studenti nell’affrontare le sfide e i temi di interesse generale di una comunità. Va definitivamente in soffitta l’idea che scuola e lavoro, ma in un certo scuola e vita, siano binari paralleli destinati a non incrociarsi, se non ad un “certo punto,” e si riconosce l’importanza di attingere a questo bacino per raccogliere suggestioni, spunti e idee per affrontare un futuro quanto mai imprevedibile.

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D’altro canto, se ragioniamo in termini globali, il mondo non è mai stato così ricco di studenti (150 milioni con una previsione di 250 milioni entro il 2025) e in generale di conoscenza e cultura (la quantità di informazione prodotta e distribuita sui nostri device digitali è inimmaginabile). Quello che ancora manca sono strumenti, nonchè una certa apertura mentale, per stimolare e incanalare il potenziale umano e per promuove un vero e proprio Collaborative Problem solving. Che poi è un po’ quello che stiamo cercando di fare con CoopAcademy. E che continueremo a fare nei prossimi incontri di formazione, previsti per il 12 e il 19 marzo, e nel successivo residenziale di co-progettazione presso Cascina Caccia a cavallo di Pasqua. Ne vedrete delle belle, stay tuned!

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